Giro su un treno, l’indomani di un giorno normale, col cielo grigio e la musica nelle orekkie.
Domande tante, risposte zero. La gente parla una lingua ke nn voglio capire, scrive unendo lettere in modo a me incomprensivo, non ci sono rumori, non ci sono odori, nn esiste il caldo e nn esiste il freddo. E’ il mio mondo, nessuno puo’ entrare, il mio angolo caldo felice. Eppure oggi neanke qui riesco a trovare la mia pace. Mi dicono ke ci vuole tempo e ke tutto si aggiusta; balle! non e’ mai successo ke nn gestissi I tempi della mia vita, ke nn ottenessi quello ke volevo, ma questa volta e’ diverso. Oppure sono diverso io?
La sofferenza mi fa sentire vivo … Ke sollievo, sono umano…
Son qua ke ho tutto il desiderio di questo mondo di uscire da questo simpatico treno. Tra le cose ke più mi fanno ridere c’e’ il fatto ke anke se prendi un treno più tardi, col solo scopo di sederti e rilassarti, I geni delle ferrovie fanno girare treni più corti.. Tieni presente ke sono a Milano, risultato? Pigiati!! E nn mi interessa se sono in piedi anke I dipendenti, io pago l’abbonamento tutti I mesi.. E lo pago come quelli seduti; ora o mi fanno un abbonamento ridotto perke sto’ sempre in piedi oppure ke faccio, mi devo sentire autorizzato a bruciare un sedile per sera? Siccome nn mi riesce, voglio la riduzione! Facciamo class action!!! Le formike la fanno sempre.. L’hanno invetata loro?