non cerco una da portare a letto, cerco una da avere accanto la mattina
Ti svegli la mattina, a tuo agio nella confusione generata dalla tua mente e traslata a quello che ti circonda, le coperta arruffate dall’ennesimo incubo che nascondi a tutti. Un’altra notte passata in giro a collezionare profumi e sguardi, che inevitabilmente la mattina confondi in uno strano grigiume nascosto dal buio dove ti rintani ogni giorno.
Le porte dell’anima sono chiuse, da tempo, impaurita al contatto con l’essere umano che è in te e che respingi in un finto gioco di maschere non carnvalesche, in un turbinio di quello che c’è dentro e che gli altri intuiscono come pazzia o poarticolare propensione al divertimento; ma tu sai che non è così, che quella solitudine mattutina ha un principio ben radicato in te, che scacci con forza e che NON VA VIA. Parte di quello che sei lo accetti come accetti alcune delle cose che la società ti impone, affascinato dalla vita degli altri che hanno quello che tu non hai e che chiami normalità.
Piombi all’improvviso dall’ultima porta che sbadatamente ho lasciato aperto, mi stravolgi, mi ributoli come io faccio con il mio letto; i ricordi riaffiorano con l’impeto di un’onda di mare in burrasca e mi trascinano .. mi risucchiano e mi portano indietro nel tempo.. inevitabilmente.. lontano e senza riguardi per me che ho lottato come un gladiatore per metterli in gabbia, ancora una volta troppo in fretta. E come spesso mi accade un pensiero genera un pensiero e cosi via, ritrovandomi alle sei di mattina con gli okki sbarrati ne MIO buio, da solo .. pensando: il risultato?
… che io non cerco una da portare a letto, cerco una da avere accanto la mattina .. al solo scopo di sentirmi umano ..

Benvenuto nel club..
almeno un benvenuto ce l’ho …
Hai descritto alla perfezione tutto ciò con cui mi ritrovo a convivere da mesi. E’ davvero molto dificile.
Gloria