Archive for September, 2009
La diversità delle cose
Mi sono sempre posto il problema sulla diversità delle cose, se una cosa è diversa o se sono io diverso dalla cosa.
Se per esempio attribuisci alla cosa il valore di GENTE, allora sicuramente sono diverso io.
Il tutto nn mi tocca minimamente, e sebbene spesso vorrei solo avere una briciola di normalità, riconosco ke la mia condizione mentale nn la accetta.
Allora forse fare l’eremita e vivere nella mia mansarda parellela, con informazioni filtrate da un blocco ai feed RSS è solo l’ennesimo modo per provare ad essere me stesso.. ad assecondare questa metamoforfosi iniziata anni fa e della quale solo ora capisco il disegno.
L’essenza di quello ke siamo dovrebbe essere quello ke sentiamo nn quello ke la gente ci attribuisce, eppure, nella mia lucida pazia mi conformo alle regole ke cmq nn sento mie.. Una cosa mi consola..
Io nn sono quello ke vedete.. Io sono diverso.. Per fortuna.
Il mio CyberDay … se fosse
Suona la sveglia, apro gli okki lentamente, il BlackBerry accanto sul comodino si è accesso 10 minuti prima del mio risveglio e controllo già le informazioni arrivate nella notte. Clicco sul touchscreen che ho accanto al letto, imposto il comando di apertura delle tapparelle, apro il rubinetto della doccia e imposto l’acqua alla temperatura di 20 gradi. Mi alzo dal letto e infilo in bagno, faccio velocemente i miei bisogni e infilo sotto la doccia; il display della doccia mi indica ke dalle mie urine mi manca un po di ferro, ma è poca cosa. Accendo la funzione TV, mi guardo un TG mentre finisco di lavarmi, dopo l’ultimo risciacquo un getto di aria (stessa temperatura dell’acqua) mi asciuga e io posso uscire dalla doccia e andare a vestirmi in camera.
Uscendo dalla doccia lo schermo si disattiva, ed entrando in camera il display nello specchio si accende permettendomi di continuare a seguire il TG. Imposto la visualizzazione dei feed (con comando vocale) e controllo gli argomenti di mio interesse, impostando anche un caffè, che si mette a scaldare sul fuoco.
Ho finito di vestirmi, vado in cucina, prendo il caffe ed esco. Sul mio BlackBerry controllo l’orario del treno e imposto i valori della casa per il mio ritorno: Temperatura 21 gradi, tapparelle alzate (da abbassare in caso di pioggia), luci spente )deciderà io se accenderle o meno al mio rientro). Un controllo veloce, sempre da BlackBerry, allo stato del frigorifero, l’interfaccia mi notifica la mancanza di latte e dei miei wurstel; non perdo tempo, li ordino e li pago online, consegna alle 20.
In treno mi connetto dal mio display ripiegabile al WiFi presente in ogni carrozza e continuo a leggere news e feed, fino a che non arrivo a lavoro.
La giornata lavorativa si svolge regolrmante, ma ogni tanto una controllatina a quello che accade a casa non fa male; basta connettersi da remoto al mainfraime di casa, controllo le webcam, lancio il robottino per le pulizia domestiche, controllo se ci sono perdite e se tutto è ok come da impostazioni.
Durante il viaggio di ritorno da lavoro mi viene voglia di mangiare cinese. Su Blackberry lancio l’applicazione della catena di ristoranti cinese che preferisco, ordino i miei cibi preferiti e pago online, consegna 20.30 a casa mia; e visto che la cena cinese è definita occorre una reimpostata allo scenario di casa. Lascio invariata la temperatura, imposto le luci ke al mio rientro saranno soffuse, imposto musica di sottofondo cinese (ho un database musicale da un paio di tera tutta catalogata) e imposto il profumo ke i diffusori spanderanno per casa.
Mi accorgo che arriverà a casa per le 19, prima che alle 20 arrivino a consegnarmi la spesa posso permettermi del relax, chiedo via mobile quale film tra quelli immagazzinati nel mio database puo’ essere adatto al tempo che devo impegnare e scelgo per una puntata di Star Trek Enterprise, che una volta a casa lancerò vocalmente.
Eccomi alla porta, faccio riconoscere l’impronta digitale e la porta si apre, accogliendomi come previsto; ovviamente al momento in cui lancio il film l’ambiente si adatta in modalità FILM, abbassando le luci, eliminando le suoneri dei dispositivi mobili e delle notifiche di sistema. Il film si interrompe subito per l’arrivo di una telefonata, ed essendo mia mamma, impostata su importante, ha la priorità su ogni altro sistema attivo in casa in quel momento; prendo la telefonata direttamente sullo schermo dove sto guardando il film, che una volta messo giù la conversazione riprende regolrmente, ripartendo 15 secondi prima del punto di interruzione.
Ore 20. Puntuale ecco la consegna della spesa, che introduco nel frigorifero che grazie al sensore RFID è in grado di riconoscere quale e quanto cibo sto inserendo nello stesso, e di aggiornare i database.
Arriva velocemente anche il momento della cena. Con le mia bacchettine consumo il cibo ordinato dal treno, e butto tutto nel tritatore, che oltre a tritare divide l’organico dall’inorganico.
Continuano ad arrivarmi mail su Blackberry che però decido di leggere sul display in camera, mentre navingo in rete, chatto con gli amici e fissiamo per un aperitivo per il giorno successivo. Tra due chiacchiere e un po di TV mi arriva la notifica (da me impostata) che se voglio almeno dormire 7 ore è l’ora di andare a letto.
Vado in bagno, mi lavo i denti e mentre mi guardo allo specchio un sensore che analizza gli occhi mi avverte che avrei bisogno di un po di collirio; finisco il tutto e vado a letto, impostando, dal solito touchscreen accanto a letto la sveglia e controllando che tutti i sensori riportino parametri corretti sulla chiusura delle porte e finistre e sull’attivazione dell’allarme.
Finalmente dormo, tranquillo perke un sensore in camera mantiene la temperature secondo i miei parametri e con un livello di ossigeno adeguato ad un buon riposo..
Domani quando mi sveglierò avrò solo il BlackBerry tra le mani .. tutto il resto .. hai voglia ad aspettare
FIORELLINO da cogliere al momento giusto
così te ne vai … vicina e lontana per un nulla, una scintilla di vuoto ke abilita il bisogno di sfogarsi .. piangere perke quello ke si deve fare ancora non è quello ke si vorrebbe, solo per dimostrare a se stessi di saper ancora soffrire al fine di sentirsi umani …
L’ennesima lacrima ke solca il viso, kiuso nell’angolo del mio personalissimo buio, ostentando quella sicurezza che serve solo a maskerare la paura di non averti, la solitudine del non sentirti.. a cercare la forza di quell’urlo strozzato in gola ke grida il tuo nome, ke tu non puoi sentire.
Vicina e lontana, come la sintesi del nostro amore, come metafora di quello ke è passato, di quello ke è presente e di quello ke sarà il futuro. Ma il futuro non esiste, e l’immagine di te in quella stanza mi ricorda come ancora quel futuro possiamo immaginarlo, plasmato a nostro modo e nostro suono, indelibile segnale del nostro passaggio.
Forte di quel nulla che ti allontana, come tu ben sai, io quel fiorellino lo vedo e l’ho sempre ben presente; e anche se non sembra, so esattamente come coglierlo. Aspetto solo ke sia nel pieno della sua bellezza .. e oggi so ke non manca molto..





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