Archive for October, 2008

Camminavo sotto la pioggia

Camminavo sotto la pioggia, e un po’ come accade a casina mia sul tetto, il rumore delle gocce sulla testa era l’unico rumore che sentivo.
Camminavo, lentamente, come sono solito fare, senza fretta, senza rincorre nessuno .. se non me.
Camminavo, col buio intorno e lo sguardo fisso su un pensiero, che eri tu.
Camminavo, solo come amo stare, ripetendomi che devo fare pace col cervello e ke ho bisogno di ritrovare la mia strada.
Già, bisogno. Ma di cosa?
Camminavo, perso nei miei pensieri come amo perdermi.
Pensavo. Pensavo che tutto questo inizia ad andarmi stretto …
Camminavo. E ho già voglia di farlo ancora..

Vita

La vita è un susseguirsi di fatti e persone che scrivono il tempo, quello che noi abbiamo l’ardire di definire il nostro tempo. A noi è dato il compito di collezionare queste esperienze, di viverle e di lasciare che ci definiscano, che plasmino il nostro “io” apparentemente in modo incomprensibile.

Di fronte a tutto questo saremmo chiamati ad imparare la differenza tra giusto e sbagliato, tra bene e male; tra quello che siamo e quello che vorremmo diventare.

In tutto questo, alcune persone e alcune cose si legano a noi in modo spontaneo, improvviso, ci sostengono nell’esprimerci, ci legittimano nell’essere autentici e veri, ci spronano loro malgrado a modificare quello ke abbiamo intorno, a plasmare la nostra anima conformandola al loro volere, in modo naturale.

La chiamiamo vita, lento scorrere di giorni e notti, susseguirsi incessante di minuti solo per arrivare a trovare quella persona che involontariamente ispirerà il modo in cui il tuo mondo cambierà e si evolverà.

Solo quel giorno, potremo dire che aver vissuto la vita ne è valsa la pena …

Bisogno

Prima di far partire le mani a scrivere, cerkiamo di kiarire il significato di bisogno, per far questo mi affido a WiKi:

il bisogno identifica la interdipendenza tra gli organismi viventi e l’ambiente. Il bisogno è uno stato di carenza che spinge l’organismo a rapportarsi con il suo ambiente al fine di colmarlo.

Provate a ricordare in quali circostanze avete utilizzato la parola bisogno, anke solo ultimamente. Lo faccio anke io, ed ecco quello ke ne esce …

L’ho detto, l’ho detto perke nn avevo scelta, l’ho detto perke ho dato ai miei pensieri la libertà ke meritano. L’ho detto perke tu hai l’inteligenza per pesare le parole, e se queste da me dette in qualke misura ti dessero fastidio, ti facessero paura o ti facessero scappare, bhe, io l’avrei detto lo stesso, e se domani o 15 giorni o 6 mesi o sei anni me lo rikiedessi, se lo pensassi ridirei le stesse esatte cose dette oggi.

Quanre volte ho pensato e scritto che le cose accadano non per motivi particolari, succedono e basta, e raramente ci danno la possibilità di scelta, spesso non ce ne accorgiamo nemmeno.

Mi piace quello ke sui bisogni (i miei) ho detto oggi, e a distanza di ore il concetto si rafforza, lascia il tempo ke trova (diresti tu), e tutto quello ke troverà, sarà ben trovato..

Fin quanto quello ke penso mi farà sorridere e continuare a sognare, allora io lo farò; alla fine a sognare non si spende nulla, e con sta crisi economica ne vogliamo parlare?

CRO CRO

Ke rumore fa il cervello quando pensa?..
Ultimamente fa parekkio cro cro.. Quel rumore ke nn distingui se essere bene o male, lo senti e basta, fa cro cro.
Cosi il pensiero prende forma, e spaventa, come tutte le cose ke nn conosci, ma é quello; e nn puoi negarlo.. Lo sai ma nn lo dici..
e intanto tra un cro e un altro ecco il lumicino, e prendi coscienza, fiducia ke quello ke stai facendo é giusto.. E nn te lo dici per convincerti, lo dici e basta.

Ci sono cose ke accadono indipendentemente da quello ke uno si immagina, accadono non perke sono belle o brutte, accadono perke quello ke si sceglie le determina, ma sai anke questo.

Provo ad ascoltare il rumore del mio cervello, e a ben ascoltare fa cro cro pure il mio, e mai come oggi questo rumore mi piace..

Screen Ottobre 2008 (parte 2)

Non serve nemmeno che vi dica cosa è a sto punto vero? ..

Portami dove non serve sognare

Come sempre nn mi é difficile trovare la scusa per pensare a te, per quanto questo messaggio sia una non sorpresa..
[ ... ]
Ho voglia di passare un po di tempo con te.. Due ore.. Tre..
Rubare un po di baci al destino ke ce li nega.. Abbracciandoti per sentirti vicina.. così vicina da trattenere il tuo profumo su di me per diluire il brutto di quando ognuno prenderá la strada di casa.
Ho voglia, perke é cosi, perke io sono cosi.. Perke con te ritrovo quei flash di tranquillitá.. Perke con te stacco dal mondo ke ho intorno, ke mi piace, ma paragonato al tuo nn regge…
Ho voglia perke tu mi porti dove nn serve sognare… E se nn serve sognare …  forse in quel mondo nn serve nemmeno dormire….

E’ solo un altro vaneggiamento al buio …

Eccola qui, finalmente è arrivata. L’oscurità, quella che tu cerchi per mascherare … non ho capito bene cosa..

Sai, a me l’oscurità è sempre piaciuta, mi sono sempre trovato bene in questa situazione di apparente non visibilità, hai letto bene; apparente.

Si perkè dopo un po ci si abitua, come ci si abitua alla solitudine e ad essere lontane dalle persone con le queli sei cresciuto e con le quali sarebbe il tuo posto naturale. Fuori posto? No, non credo… quelli come me lo sai, non sono mai fuori posto. Eppure, di tanto in tanto ci si pensa…

Pensare fa male, lo diciamo di continuo, eppure è inevitabile… mi guardo intorno e vedo questa scala di scuro, nero che si sussegue al grigio per poi tornare nero. Eppure io ci sto bene.

Poi penso alla geografia, al fatto che le cose “belle” accadono spesso con persone lontane, e a come vorresti che nn fosse così, eppure in qualche modo ha il suo perkè .. quale sia poi.. bhe, è un’altra storia…

Mi soffermo e rifletto ..

Si … è inevitabile … nn  sei qui ed io ti penso ..

Ecco tutto …

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